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SOS animali selvatici - Come nutrirli
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Foto di Hernan De Angelis, Wikimedia Commons,., Licenza  CC BY 2.0


Se il lasso di tempo che intercorre tra la raccolta dell’animale e la consegna a personale autorizzato è breve (poche ore) non è necessario dargli da mangiare. Si potrà invece, se è un adulto, mettere a sua disposizione un po’ d’acqua in un contenitore poco profondo (per piccoli animali può andar bene il coperchio di un vasetto di marmellata); se è un cucciolo di piccola taglia o un nidiaceo meglio non mettere nulla perché potrebbe annegare anche in poca acqua.

Se, per qualche motivo, il tempo di degenza dovesse essere più lungo e l’animale apparisse affamato si può provare a nutrirlo. E’ comunque importante, prima di offrire qualunque cosa al “degente” contattare la persona esperta che potrà indicare il cibo adatto e la quantità necessaria per ogni tipo di animale. Nel caso non si fosse riusciti a mettersi in contatto con l’esperto, per i primi interventi si possono seguire le indicazioni qui sotto riportate:

  • per mangiare gli animali hanno bisogno di luce: è quindi necessario aprire la scatola in alto ponendovi sopra una rete di plastica o di metallo oppure aprire la finestrella in basso purché l'animale non riesca a scappare;
  • se l’animale non mangia spontaneamente è meglio non forzarlo e portarlo al più presto al Centro di Recupero;
  • sia agli adulti sia ai piccoli non si deve mai somministrare latte;
  • per i volatili, come alimento “universale di emergenza” si può usare omogeneizzato di manzo o carne tritata magra (tranne che per piccioni, tortore e anatidi per i quali è indispensabile consultare l’esperto).
NIDIACEI

Cibo: è bene sapere che imbeccare un piccolo di uccello non è un’operazione semplice. Si può però ugualmente tentare. Normalmente i piccoli affamati richiedono il cibo spalancando il becco ad ogni minimo stimolo: è questo il momento in cui gli si somministrerà, con una siringa per insulina senza ago, del pastone per insettivori (vedi tabella che segue, al punto 4) o omogeneizzato di manzo ammorbiditi in un po’ d’acqua. Attenzione: la siringa dovrà essere inserita ben in fondo alla gola (in modo deciso ma delicato) per evitare che l’alimento entri nelle vie aeree soffocando il pulcino.

Frequenza dei pasti: se implume il piccolo andrà imbeccato ogni 10-15 minuti circa; se già coperto di piume ogni 30-40 minuti circa (dalle 7 del mattino alle 9/10 di sera).

Quantità per ogni pasto: somministrare piccole porzioni per volta (per evitare rigurgiti che potrebbero ostruire la trachea) e continuare fino a che il gozzo del pulcino non appaia pieno.

Bevande: dato che assumono con il cibo umidità sufficiente, non occorre dare loro da bere. Attenzione: somministrare acqua può essere pericoloso perché è facile che vada in trachea provocando affezioni, spesso mortali, alle vie respiratorie.


PICCOLI DI RONDONE

Cibo: introdurre il più vicino possibile alla gola alcune tarme della farina (tenebrioni) o del miele (reperibili in negozi per animali o di pesca; vedi tabella che segue al punto 3). private della testa (che risulterebbe irritante per la gola dei pulcini).

Frequenza dei pasti: ogni mezz’ora se è molto piccolo; un’ora e mezza se è già grandicello (come per i nidiacei dalle 7 del mattino alle 9/10 di sera).

Quantità per ogni pasto: fino a che non appaiano tranquilli.

Bevande: come per i nidiacei.

PICCOLI DI RAPACE

Cibo: avvicinare al becco dell’uccello piccoli pezzetti di carne cruda (manzo magro o coscia di tacchino): deve essere lui ad afferrare il cibo e inghiottirlo.

Frequenza dei pasti: 5/6 distribuiti nell’arco della giornata (si possono nutrire di giorno anche i piccoli di rapace notturno).

Quantità per ogni pasto: fino a che non appaiano tranquilli.

Bevande: di norma non è necessario dare loro da bere, ma si possono leggermente inumidire i bocconi di carne.

PICCOLI DI UCCELLI ACQUATICI

Cibo: somministrare omogeneizzato di manzo o di pesce in piccole porzioni con una siringa da insulina se il soggetto è di piccola taglia (come il martin pescatore); porzioni e siringa un po’ più grandi se il soggetto è di taglia maggiore.

Frequenza dei pasti: 5/6 distribuiti nell’arco della giornata.

Quantità per ogni pasto: fino a che non appaiano tranquilli.

Bevande: dato che assumono con il cibo umidità sufficiente non occorre dar loro da bere.

CUCCIOLI DI MAMMIFERI

Piccoli di cervidi, ricci, lepri, volpi, ghiri, scoiattoli, faine, pipistrelli, ecc., richiedono cibi particolari e differenziati da somministrare con biberon adatti ad ogni tipo di animale: è indispensabile, in questi casi, mettersi in contatto con il personale esperto.

ANIMALI ADULTI

Mettere a disposizione dell'acqua in un basso recipiente e cibo secondo la seguente tabella..