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Buone pratiche



Come ridurre i rifiuti
No, non servono bacchette magiche, basta un po' d'attenzione:
  • Prima di acquistare un prodotto, pensa se ti è veramente utile.
  • Non abusare di prodotti ‘usa e getta’, come rasoi, piatti e bicchieri di plastica, panni e carta per pulire la casa.
  • Preferisci detersivi e altri prodotti con le ricariche; Ogni volta che utilizzi una ricarica per un prodotto, risparmi all’ambiente un imballaggio molto più voluminoso da smaltire, senza contare che questi prodotti sono spesso più economici.
  • Preferisci prodotti con minore imballaggio possibile.
  • Scegli imballaggi costituiti da un solo materiale: un imballaggio costituito da più di un materiale non è differenziabile, anche se i singoli materiali che lo compongono lo sono.
  • Utilizza prodotti con vuoto a rendere o distribuiti alla spina.
  • Preferisci prodotti concentrati e prodotti ‘formato famiglia’. Oltre a essere più convenienti, hanno in proporzione meno imballaggio delle confezioni più piccole.
  • Prima di buttare un apparecchio rotto, verifica se può essere riparato. Riutilizza gli scatoloni come contenitori, il retro dei fogli di carta per prendere appunti.
  • Evita stampe inutili di documenti dal tuo computer.
  • Bevi l’acqua del rubinetto, è buona, è oligominerale, è controllata.
  • Trasforma i tuoi rifiuti organici e gli scarti del giardino in compost: un ottimo fertilizzante.
  • Dona a scuole o biblioteche i libri usati.

Iniziative di alcuni comuni virtuosi
Numerose sono le iniziative dei comuni volte a ridurre la produzione dei rifiuti. Questo è solo un breve elenco a titolo esemplificativo:
  • Mercato dei produttori, mercato contadino e filiera corta;
  • Promozione del compostaggio domestico;
  • Distribuzione gratuita di riduttori del flusso dell'acqua (rompigetto);
  • Mense scolastiche rifornite a "km zero";
  • Promozione dell’utilizzo di stoviglie biodegradabili e compostabili per le mense scolastiche e per le sagre.

Riutilizzo tra convenienza e solidarietà
Nel « Rapporto nazionale sul riutilizzo 2011» ci sono:
  • le “Giornate del Riuso” che i Comuni italiani organizzano uno o piú volte l’anno nei loro territori, quali quelle promosse dal Comune di Trento, Brescia e Varese
  • il riuso nella cooperazione e negli enti di solidarietà: le Caritas diocesane (attive nel recupero degli indumenti usati nel territorio della provincia), la Comunità di Sant'Egidio (che organizza il Mercato della Città Eco-Solidale, dove si vendono beni usati il cui ricavato serve a finanziare in Africa l'acquisto di medicinali per mamme e bambini colpiti dal virus HIV), «Di Mano in Mano» che a Milano, con i suoi 12 camion sgombera mediamente 10 appartamenti al giorno, recuperando beni usati che vengono selezionati e divisi per categorie merceologiche
  • la rete nazionale degli operatori dell’usato («rete ONU») che organizza il settore degli operatori dell’usato, dei Mercati Storici e delle Pulci, della Strada e delle Fiere
  • l’usato informatico, dove il mercato dei PC di seconda mano sembra destinato a crescere a tassi esponenziali, e a un ritmo maggiore rispetto a quello già vertiginoso del mercato del nuovo
  • le librerie dell’usato, che a Roma si sono associate al fine di tutelare la professionalità dei librai che trattano l’usato e l’antico.
Ciò su cui bisogna puntare con maggior determinazione
Nell’ambito delle iniziative nazionali e locali che meritano il più alto impegno da parte di soggetti pubblici e privati c'è il recupero delle eccedenze alimentari, per via della specifica valenza che questi interventi rappresentano soprattutto in termini di solidarietà, ancor prima che di minor impatto ambientale:
  • La « Fondazione Banco Alimentare » si occupa della raccolta di generi alimentari e del recupero delle eccedenze alimentari della produzione agricola e industriale e della loro ridistribuzione a strutture caritative sparse sul territorio, che svolgono un'attività assistenziale verso le persone più indigenti.
    L'attività si estrinseca nella raccolta - che avviene anche attraverso l'AGEA, la speciale Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura - delle eccedenze di produzione alimentare agricola e industriale (riso, pasta, olio d'oliva, latte).
    Le eccedenze vengono poi redistribuite agli enti caritativi (centri d'ascolto parrocchiali, associazioni di recupero dalle tossicodipendenze, emanazioni dei comuni operanti nell'ambito dello stato sociale) nelle quantità rapportate alle persone assistite.
  • « Last Minute Market » si dedica da più di 10 anni al recupero dei beni invenduti (o non commercializzabili) a favore di enti caritativi, attraverso un metodo di lavoro che permette di attivare in maniera progressiva il sistema donazioni/ritiri tenendo sotto controllo gli aspetti nutrizionali, igienico-sanitari, logistici e fiscali. Vengono così recuperate in totale sicurezza tutte le tipologie di prodotto, inclusi i prodotti che rientrano nelle categorie dei “freschi” e “freschissimi”. Senza gestire direttamente i prodotti invenduti (quindi senza magazzini né mezzi propri per il ritiro), LMM permette l’incontro diretto tra “domanda” e “offerta” di:
  • prodotti alimentari, eccedenze di attività commerciali e produttive
  • prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo
  • pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva (es. scuole, aziende)
  • farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza.
A livello della nostra regione, le azioni di riutilizzo e di riuso devono ancora essere sviluppate da un prossimo Programma regionale di riduzione della produzione dei rifiuti previsto dalla norma nazionale.