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Educare al riuso



Sensibilizzare al rispetto della natura
La natura non spreca niente. E’ un’ottima insegnante che crea, usa, consuma e ripropone senza lasciare rifiuti. I rifiuti sono opera dell’uomo e del suo presunto dominio sul pianeta.
Chi opera nella scuola sa che un eccellente e privilegiato campo educativo, fondamentale e ricorrente nella programmazione dei docenti è l’ambiente naturale. Nelle scuole dell’infanzia e primarie sono favorite e ricercate esperienze di scoperta, osservazione di fatti ed eventi naturali, con l’unico mezzo di cui siamo dotati che ci permetta di entrare in contatto con quello che ci circonda: il corpo. E il corpo deve esplorare per conoscere.

Prima che nascesse qualsiasi tipo di educazione ‘indotta’, la vita istintuale sapeva già il fatto suo, ora che sono rallentate e talvolta escluse, in particolar modo nelle grandi città, le possibilità di esperienze a contatto con la natura, c’è bisogno di almeno un parziale ritorno alle origini. Per questo abbiamo bisogno di vivere in un mondo sano e senza veleni. 

E’ quello che la scuola nell’educazione ha cercato sempre di fare; i bambini fin da piccoli sono sensibilizzati al rispetto della natura e dell’ambiente sociale nel quale vivono insieme alle altre creature del pianeta perché per tutti gli esseri viventi, queste realtà sono le uniche palestre di apprendimento.

L’esperienza individuale, affiancata e successivamente sostenuta da quella collettiva, rappresenta un elemento cardine per la conoscenza e lo sviluppo intellettivo.

Materiali di recupero per sviluppare la creatività e l'apprendimento
Allo sviluppo intellettivo e cognitivo non servono giochi costosi; esso nasce e si sviluppa attraverso la manipolazione di materiali, che spesso si trovano nell’ambiente naturale, e di oggetti, in particolar modo di quelli non strutturati che stimolano la creatività.

L’uso del materiale più vario possibile, soprattutto di quello ‘povero’, in forma libera e giocosa è un mezzo ideale per iniziare inconsapevolmente a immergerci nel mondo delle sensazioni, delle emozioni e degli apprendimenti.

Generazioni di bambini hanno appreso lo schema corporeo, i primi concetti spaziali, temporali, le strutture ritmiche, le simmetrie, la topologia, attraverso esperienze motorie e giocando con elementi naturali come sabbia, acqua, terra, aria.



Gli oggetti come cerchi, corde, palle scatoloni, stoffe, nella scuola sono stati da sempre utilizzati per l’educazione psicomotoria, attività di conoscenza del corpo nelle sue relazioni percettive e sensoriali con ciò che ci circonda. Attività questa che precede qualsiasi metodologia di tipo nozionistico e che nei gradi scolastici successivi attraverso l’organizzazione ordinata del pensiero, facilita l’apprendimento.

L’invito rivolto dalla scuola alle famiglie è di ridurre l’acquisto di giocattoli ‘finiti’ e di utilizzare per il gioco dei loro bambini, accanto a tutte le attività svolte all’aria aperta, giochi che utilizzano scarti di oggetti di uso comune.

Dopo un’attenta valutazione sulla pericolosità di ciò che offriamo, possiamo riusare imballaggi, scatole e scatolette, vasetti del gelato, bastoncini, tappi, carta e cartoni usati ecc. Gran parte di quello che di norma finisce subito nella spazzatura può rappresentare uno stimolo per l’apprendimento e la creatività dei bambini.

Nelle età successive quando si attuerà, attraverso altri materiali e altre strategie educative, il passaggio dal vissuto all’astratto, questi giochi a costo zero avranno dato un loro importante contributo pedagogico.

Cura dell'ambiente e solidarietà
Nella scuola, le famiglie dei bambini sono sempre state coinvolte nelle iniziative educative, non solo con la richiesta di interventi in classe per conoscere e valorizzare esperienze professionali specifiche, ma spesso sono state invitate a collaborare portando materiali, giochi, giocattoli, libri o altri oggetti non più usati in famiglia, ma riutilizzabili nella didattica.

Nelle realtà educative primarie, il riuso è sempre stato una grande risorsa e i materiali e gli oggetti donati sono stati utilizzati fino al loro naturale e totale esaurimento.

Sarà quindi necessario promuovere, non solo nelle scuole primarie, ma in tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dei percorsi educativo-didattici di salvaguardia dell’ambiente che, con l’impoverimento sempre di più marcato delle risorse, dovrà basarsi sul recupero e sul riuso di quello che possediamo.

Prepararsi quindi a programmare e attuare, non solo nella scuola, ma anche nelle famiglie, dei percorsi di salvaguardia e recupero delle risorse, che oltre a essere un ottimo esercizio di beneficio ambientale, rappresentano un’educazione alla solidarietà, in quanto quello che non è più utile per noi, per l’altro può essere di grande utilità e non di rado una vera necessità.

Ben vengano quindi luoghi di scambio nei mercatini o nelle scuole o in qualsiasi altra struttura protetta,  dove il baratto e il riuso possa non essere solamente una fonte di risparmio pecuniario, ma l’espressione di una ideologia che trova la sua applicazione nel rifiuto dello spreco.